Cari lettori, colleghi ed amici, nelle mie battaglie per il miglioramento delle condizioni dei pendolari, spesso al limite della sindrome don chisciottiana, ho fatto l'ennesima segnalazione alla regione Lazio, attraverso l'indirizzo email controlloqualita.tpl at regione.lazio.it ( leggi il testo completo ). Il call center risponde velocemente affermando:
"Gentile Signor Giuseppe,
la ringraziamo per la segnalazione inviataci con la mail in calce.
In merito al disservizio da lei comunicatoci la informiamo che Trenitalia, in base all'art. 21 del Contratto di Servizio stipulato tra Trenitalia e la Regione Lazio, si impegna ad affiggere negli spazi di stazione l'elenco dei servizi minimi garantiti in caso di sciopero, tali informazioni sono altresì disponibili sul sito internet di Trenitalia.
Nel caso specifico le comunichiamo che il treno 2346 Roma-Pisa da lei indicatoci, non è inserito nel Programma di Esercizio allegato al Contratto di Servizio stipulato con la Regione Lazio, perchè non rientra nelle competenze della Regione Lazio, bensì in quelle della Regione Toscana.
Cordialmente
Controllo qualità Tpl"
Detto ciò non ci sarebbe nulla di strano se non fosse per il fatto che migliaia di pendolari laziali usufruiscano, sulla tratta Roma - Ladispoli - Civitavecchia - Montalto, ogni ora, dei treni della regione Toscana. In particolare, i pendolari di Tarquinia e di Montalto.Infatt,i fatta eccezione di un paio di corse, i pendolari VITERBESI, sono costretti ad utilizzare solo treni della regione toscana, in particolare i treni Roma Termini - Grosseto, Roma Termini - Pisa ed ovviamente i relativi percorsi opposti.
Anche da Orte esiste lo stesso problema, solo che in questo caso le regioni interessate sono tre: Toscana, Umbria e Marche; rispettivamente nelle tratte Roma Termini - Firenze, Roma Ternini - Ancona, Roma Termini - Perugia, Roma Termini - Foligno e i relativi percorsi opposti.
A questo punto, noi pendolari laziali e viterbesi in particolare, senza andare troppo oltre, ci poniamo alcune domande:
1) non abbiamo diritto di lamentarci ed ottenere giustizia a prescidere da chi ha titolarità della tratta ?
2) Se siamo costretti a salire su treni di altre regioni è perchè i nostri non sono sufficienti ?
3) E se i treni sono insufficienti di chi è la responsabilità ?
Ovviamente alcune domande sono provocatorie ma ovviamente credo che si debba riflettere sul problema perchè con la situazione attuale si indebolaisce il potere contrattuale delle regioni e si peggiora il servizio ai cittadini. Inoltre si aumenta la tendenza al campanilismo.
Cari amministratori di regioni non credete sia arrivato il momento che i vari assessori al trasporto si coordino a livello nazionale o perlomeno con le regioni adiacenti ?
Pendolariitaliani.it rimane disponibile a pubblicare informazioni sull'argomento.
Giuseppe per pendolariitaliani.it